Un’Italia a due velocità, dove il futuro dei minori dipende ancora troppo dal reddito dei genitori. È il quadro allarmante che emerge dal rapporto Unicef “Opportunità disuguali”. In Italia, quasi un bambino su quattro vive sotto la soglia di povertà. È il 23% della popolazione minorile, un tasso tra i più elevati d’Europa che ci relega al 30mo posto su 40 paesi per equità economica.
Le disuguaglianze scavano un solco profondo soprattutto a scuola. Il divario di competenze tra i ragazzi più ricchi e i più poveri è di ben 39 punti percentuali: se nell’estrazione sociale alta l’84% degli studenti raggiunge la sufficienza in matematica e lettura, tra le famiglie svantaggiate la quota crolla al 45%. La povertà condiziona anche la salute: il 27% dei giovani italiani è in sovrappeso. Un dato alimentato da disparità a tavola: solo il 22% dei ragazzi meno abbienti mangia verdura ogni giorno, contro il 39% dei coetanei più ricchi.
Nonostante le difficoltà, i nostri adolescenti resistono sul piano psicologico: il 73% si dice soddisfatto della propria vita e il tasso di suicidio tra i 15 e i 19 anni è tra i più bassi della UE. Segnali di benessere mentale che però rischiano di scontrarsi con un sistema che non garantisce a tutti le stesse opportunità di partenza.


