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“Ti chiedo però… senza scuorno (vergogna, ndr)… ma possiamo prendere anche qualche elettrodomestico? ” Così Luigi Cembalo, professore ordinario alla facoltà di Scienze Agrarie dell’Università di Napoli “Federico II”, indagato dalla Procura Europea per corruzione insieme ad altre 15 persone, chiedeva, non sapendo di essere intercettato, di poter usare parte dei fondi Ue ricevuti dall’Ateneo per scopi personali. Interlocutore del docente era il titolare della società Databroker Claudio Caloia. Per entrambi i pm, che indagano sull’uso illecito delle somme, hanno chiesto gli arresti domiciliari. Il docente, che insieme a un assistente, curava gli acquisti di materiale informatico del dipartimento, attraverso preventivi gonfiati, avrebbe accumulato un “tesoretto” a cui attingere per avere dispositivi elettronici per sè, la moglie e la figlia.