Si allarga la cerchia di detenuti coinvolti nell’inchiesta della Guardia di Finanza di Catanzaro e Vibo valentia relativa, tra l’altro, ad un indebito accesso a telefoni cellulari di detenuti che, così, riuscivano a comunicare con l’esterno per continuare a dettare ordini. Le ulteriori indagini, infatti, hanno accertato che oltre ai già individuati appartenenti di una ‘ndrina di Tropea, altri esponenti di spicco della malavita rinchiusi nelle sezioni di alta sicurezza delle carceri di Siracusa, Vibo Valentia, Secondigliano, Terni e Avellino avevano continuato ad avere contatti con mafiosi, liberi o detenuti, portando avanti l’attività delle cosche d’appartenenza malgrado la carcerazione. Sono state quindi notificate ulteriori 46 richieste di rinvio a giudizio.
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