Pompei record visitatori

La Corte dei Conti con la relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni e Province autonome evidenzia le contraddizioni della Campania. Perche’ se da una parte la nostra Regione è al secondo posto in Italia per i siti archeologici e all’ultimo posto per gli investimenti culturali.
I dati mostrano, infatti, che i comuni campani spendono in cultura appena 2,7 euro, per ogni residente, una cifra ridicola rispetto alla media nazionale di 17,3 euro. È la percentuale di spesa più bassa d’Italia. In Trentino, ad esempio, la spesa pro capite per la cultura è di 46,9 euro, in Emilia-Romagna si superano i 30 euro, in Toscano i 26, mentre la spesa media al Centro è di 21,5 euro e al Mezzogiorno è di 7,1.
Dunque in Campania, pur essendoci una grande attenzione per il patrimonio artistico e culturale  si registra una riduzione drastica della spesa che è passata dai 7 euro del 2010 ai 2,7 del 2020. La riduzione di circa due terzi, di una cifra già del tutto inadeguata, rende impossibile ogni forma di politica culturale vera e diffusa. Forse basterebbe partire dalla nomina di un assessore alla cultura sia a palazzo San Giacomo che alla Regione per pianificare investimenti e rilancio di un settore straordinario. 

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