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Intimorito e preoccupato per le sorti della sua famiglia – dopo una serie di videochiamate dal carcere dell’ex reggente del clan Gionta – il “pentito” Pietro Izzo ha interrotto la sua collaborazione con la giustizia per poi confermare la sua attendibilità circa l’ omicidio della mamma coraggio Matilde Sorrentino con una lettera inviata al procuratore di Napoli Nicola Gratteri, 11 dicembre 2025.
È quanto è emerso oggi nel secondo processo d’appello, dinnanzi alla Corte di Assise di Appello di Napoli sull’omicidio della donna, avvenuto 26 marzo del 2004, uccisa per avere denunciato un presunto giro di pedofilia nel rione Poverelli di Torre Annunziata, in provincia di Napoli.