Skip to main content

Sedici anni dopo l’uccisione di Angelo Vassallo, il luogo dell’agguato torna al centro della polemica. A sollevarla sono i fratelli Dario e Massimo Vassallo, presidente e vicepresidente della Fondazione dedicata al sindaco pescatore. In un video sui social denunciano le condizioni, a loro giudizio, degradate e indegne, dell’area di Acciaroli dove Angelo fu assassinato il 5 settembre 2010. E per protesta hanno deciso, quest’anno, di non partecipare alla commemorazione. Una scelta definita dolorosa ma netta: secondo i fratelli Vassallo, non si può dimenticare quel luogo per tutto l’anno e poi riempirlo, il 5 settembre, di parole, fotografie e celebrazioni. La Fondazione contesta così una commemorazione ritenuta ormai una “passerella politica”. Per la famiglia, ricordare Angelo significa invece rispettarne la memoria ogni giorno. Sul fronte giudiziario, l’esecutore materiale non è stato ancora individuato. A luglio è iniziato il processo per concorso nel delitto a carico di Lazzaro Cioffi e Giuseppe Cipriano; la Procura ha inoltre impugnato il proscioglimento del colonnello Fabio Cagnazzo.