Al sud, più che nel resto del paese, le piccole e medie imprese manufatturiere investono nel digitale. E’ quanto emerge dall’ultima indagine, resa pubblica da Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, che evidenzia come il 35% delle aziende meridionali investirà in 4.0 entro il 2027 a fronte del 32,8% della media italiana. L’obiettivo primario di queste imprese è quello di colmare il gap digitale che nel recente passato ha rappresentato l’ostacolo più alto da scavalcare per competere anche su scala internazionale. Tra gli investimenti scelti, il più comune riguarda lo sviluppo delle simulazioni fra macchine connesse, fondamentali per aumentare l’efficienza dei processi produttivi. Seguono poi gli investimenti in robotica ed in cyber security.
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