Un dipendente su quattro vicino alla camorra. È questo il dato più inquietante che emerge dalle motivazioni firmate dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per decretare lo scioglimento del comune di Torre Annunziata. Su 171 impiegati totali, ben 44 sono risultati gravati da precedenti penali, di polizia, o legati da vincoli di parentela e frequentazione assidua con gli esponenti dei clan cittadini.
Una vera e propria rete invisibile che, secondo la Commissione d’accesso, ha reso l’ente locale totalmente incapace di sottrarsi ai condizionamenti esterni. Nel mirino degli ispettori è finita l’intera gestione della macchina pubblica: dagli appalti concessi con proroghe continue, alla gestione dei parcheggi e dei beni confiscati alla mafia. Tra i casi più gravi citati nella relazione, spicca la mancata rimozione di un dipendente già condannato per associazione mafiosa e successivamente reintegrato, senza che il Comune avviasse le dovute procedure di licenziamento.


